Tu chiamale, se vuoi, emozioni… Fare Arte con i Pensieri è possibile

Il 20, 21 e 22 giugno 2019 si è tenuto a Rimini il Web Marketing Festival, il più grande Festival sull’Innovazione Digitale e Sociale. We make future è stato lo slogan.  Allora mi sono chiesta effettivamente stiamo costruendo il futuro o il futuro è già qui?
We Make Future, #wmf19 che è poi l’acronimo non solo della frase ma anche del nome del festival stampato sulle brochure, sulla cartellonistica, sui roll-up, proiettato sui leds presenti in tutte le sale e nei corridoi del Palacongressi di Rimini, insomma ovunque!

In effetti si è parlato di innovazione digitale e sociale nelle diverse sale. Oltre 70 sono stati gli eventi organizzati nei tre giorni che mi piacerebbe approfondire prossimamente.
Nel frattempo voglio raccontare di un’esperienza emotiva a colori.

Ho assistito a diversi eventi ed esperienze in-stand, una tra queste è quella messa a disposizione da Brain Art una start-up italiana capace di tracciare i pensieri e trasferirli su tela. 
A quanto pare, fare arte con i pensieri è possibile grazie al metodo sviluppato da un team di informatici, bioingegneri, clinici e artisti italiani.

Emozioni e Arte

Ancora una volta mi stupisco della straordinaria potenza delle emozioni, che alla fin dei conti sono risposte istantanee, soggettive o universali ma soprattutto fondamentali per la sopravvivenza.
Secondo lo psicologo Robert Plutchick (e non solo) le quattro coppie di emozioni primarie (che possono mescolarsi tra loro) con diversi livelli di intensità (arousal, ovvero l’attivazione fisiologica che si verifica nell’organismo che si accinge all’azione) sono:
Rabbia e paura, gioia e tristezza, sorpresa e attesa, disgusto e accettazione. 

Tornando all’esperienza, ho indossato un sensore e delle cuffie, ho cercato di concentrarmi nonostante la confusione e poi è partita la musica e mi sono immersa (il brano degli Smiths “Please, Please, Please, Let Me Get What I Want” scelto dal team e unica per tutti, nonostante sia possibile sceglierlo ma solo in sede da loro…)

Le cose che mi sono state chieste prima dell’esperienza sono state:

  • concentrazione
  • chiudere gli occhi
  • pensare a una o più persone, a delle esperienze o semplicemente lasciarmi trasportare “emotivamente” o “razionalmente” dal brano

Quindi per 1 minuto e 52 secondi i sensori sulla mia fronte hanno rilevato gli impulsi elettrici del mio cervello registrando la mia attività cerebrale attivata dalla musica. 

L’attività elettrica non è mai uguale in tutte le zone del cervello. Al termine del test ho visto materializzarsi i miei pensieri, ho visto in che modo hanno preso colore e le varie curve che indicano i sentimenti provati durante l’esperienza. 

                La mia Brain Art Experience, 2019

Al termine della registrazione dei segnali vedrai un quadro che lentamente prende forma. I tuoi pensieri riempiranno come pennellate una tela, che potrai ritirare da noi o ricevere direttamente a casa, insieme ad un certificato di autenticità e una brochure personalizzata che ti spiegherà scientificamente la provenienza delle forme e dei colori della tua opera. (BrainArt)

 

Potrei parlare del motivo per cui c’è stata un’attivazione cerebrale superiore al 60% della media dei tester, o del perché del colore rosso, ma non lo farò per non condizionare chi proverà quest’esperienza.
Personalmente ho trovato l’idea geniale, diversa, innovativa e da provare almeno una volta nella vita. Idea carina soprattutto quella di poter stampare i “pensieri” e appenderli in casa, o fare l’esperienza in coppia. 

 

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